indagini statistiche
mortalità
la mortalità a Brescia

Mortalità della popolazione residente nel Comune di Brescia dal 1999 al 2009

A distanza di alcuni anni dalla famosa estate 2003 , i cui effetti sulla mortalità di quella parte della popolazione considerata più a rischio (anziani sopra i 75 anni) tanti timori e preoccupazioni hanno suscitato, inducendo l’amministrazione a progettare politiche di attenzione, monitoraggio e assistenza-intervento nei confronti di quelle persone che si trovavano in particolari condizioni di fragilità, nel presente fascicolo si procede ad esaminare i dati, relativamente alla mortalità complessiva, degli anni dal 1999 al 2009.
I decessi avvenuti tra la popolazione residente nel Comune di Brescia sono stati analizzati utilizzando gli archivi amministrativi del comune.
Le fonti sono state:
1. gli archivi informatizzati dell’anagrafe della popolazione residente del comune di Brescia degli anni dal 1999 al 2009 (per l’anno in corso l’aggiornamento è al 2 settembre, i dati sono provvisori);
2. i file dei deceduti  degli stessi anni, provenienti dalle estrazioni mensili dal file dell’anagrafe della popolazione residente.
Sono state possibili, pertanto, la lettura e comparazione di alcune variabili, quali:
• il sesso, la data di nascita, il luogo di residenza, il luogo di morte,
la data dell’evento. 
Oltre alle tabelle e grafici con valori assoluti e percentuali, sono  stati calcolati i tassi di mortalità , differenziando per sesso, classi di età, circoscrizione di residenza.

Tavole comunali di mortalità  

Obiettivo del presente lavoro è la costruzione delle tavole di mortalità della popolazione residente nel comune di Brescia, con riferimento al quinquennio dal 1997 al 2001. La sempre maggiore disponibilità di dati sulla popolazione residente, e sugli eventi demografici associati, ha portato ad una proliferazione (a volte non coordinata ) di tavole di mortalità territoriali, sempre per contemporanei, con una disaggregazione che si spinge fino al livello provinciale, massimo livello consentito dal metodo di stima e dai dati disponibili.La disponibilità di tavole di livello provinciale è considerata accettabile anche per i livelli territoriali inferiori dati gli obiettivi informativi e tenuto conto dei problemi di affidabilità delle stime per popolazioni poco numerose. Normalmente si è ben coscienti che le popolazioni residenti nei centri urbani, almeno quelli di maggiore dimensione, hanno caratteristiche distinte, sia strutturali sia evolutive, rispetto alle popolazioni residenti in ambiti non urbani. Le ragioni sono note e riguardano gli stili e le condizioni di vita e di lavoro, la dotazione e l’accessibilità ai servizi, in sintesi tutti quegli elementi “ambientali” che definiscono il contesto nel quale accadono gli eventi demografici individuali e tra questi la morte. Possiamo dire, in un certo senso che, la tavola di mortalità riassume tutti questi elementi di contesto, attribuendo al territorio, Brescia, quella specifica legge di eliminazione della popolazione. Seguendo questa impostazione è chiara la difficoltà logica. L’utilizzo di tavole provinciali anziché comunali comporta più vantaggi che svantaggi finché l’obiettivo rimane quello di prevedere l’andamento della popolazione, ed eventualmente della sua struttura, per un arco medio di previsione, mentre diventa problematico non appena l’obiettivo diventa la mortalità locale in sé e la sua previsione.